Artemis II parla anche italiano: tecnologie e industria a bordo della missione lunare

Posted on: April 2, 2026 Posted by: Simone Nopens Comments: 0

C’è un significativo contributo italiano, costruito con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e il comparto industriale nazionale in Artemis II, prima missione con equipaggio del programma Artemis e passaggio cruciale verso il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare.

C’è anche tanta Italia a bordo di Artemis II, la missione della Nasa con quattro astronauti a bordo che segna il ritorno dell’umanità intorno alla Luna per la prima volta in oltre mezzo secolo.

La prima missione umana oltre l’orbita terrestre in oltre 50 anni è in corso con il lancio avvenuto con successo da Cape Canaveral alle 00.35 italiane del 2 aprile.

Uno dei componenti essenziali della navetta Orion, costruita dalla Lockheed Martin e posizionata in cima al razzo Space Launch System (Sls) della Boeing, è il modulo di servizio Esm, che assicura agli astronauti i sistemi vitali. Rappresenta il principale contributo dell’Europa alla missione Artemis II, realizzato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e dalle industrie europee.

Il nostro paese, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e una filiera industriale altamente specializzata, svolge un ruolo di primo piano nel programma Artemis.

Tutti i dettagli.

IL RUOLO DEL MODULO DI SERVIZIO EUROPEO
Il Modulo di Servizio Europeo (Esm) rappresenta un elemento essenziale della missione, responsabile del funzionamento complessivo della capsula durante il viaggio verso la Luna e il ritorno sulla Terra.

“Ci troviamo sulla soglia di un ritorno storico: l’umanità si dirige nuovamente verso la Luna, più di mezzo secolo dopo Apollo 17. La Nasa scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un’impresa veramente internazionale e l’Europa ha un ruolo centrale”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Josef Aschbacher a poche ore dal lancio, riferendosi al fatto che il modulo. “L’Esa – ha proseguito Aschbacher – è orgogliosa di essere un partner fondamentale della Nasa e, fornendo il Modulo di Servizio Europeo (Esm), non si limita a rendere possibile questa missione, ma la alimenta”.

Il Modulo di servizio di Orion – che come già detto garantisce propulsione, energia e le funzioni vitali della capsula – incorpora anche componenti realizzati in Italia.

LE TECNOLOGIE SVILUPPATE DA LEONARDO
Leonardo, presso lo stabilimento di Nerviano (Milano), realizza i pannelli fotovoltaici (PVA) che compongono le quattro “aIi” del modulo di servizio: queste misurano sette metri ciascuna e sono in grado di erogare circa 11kW complessivi per l’alimentazione dell’elettronica di bordo. Sempre in Lombardia vengono prodotte le unità elettroniche (PCDU) che servono per il controllo e la distribuzione di energia al veicolo spaziale.

IL CONTRIBUTO DI THALES ALENIA SPACE
Thales Alenia Space, joint venture tra Thales al 67% e Leonardo al 33%, ha invece curato la realizzazione della struttura del modulo ESM e dei sottosistemi critici – compreso il sistema per la protezione dai micrometeoriti e il controllo termico.

TELESPAZIO A LAVORO SUL TRACCIAMENTO RADIO DELLA MISSIONE ARTEMIS II…
Troviamo poi Telespazio, joint venture tra Leonardo al 67% e Thales Alenia Space al 33%, tra i partecipanti selezionati dalla Nasa per partecipare alle attività di tracciamento radio della missione Artemis II, che saranno svolte attraverso le infrastrutture e le competenze del Centro spaziale del Fucino, uno dei principali poli mondiali per le comunicazioni satellitari civili.

… E SU MOONLIGHT
Per darà vita alla Lunar economy, sarà inoltre indispensabile creare una rete di servizi di comunicazioni e navigazione, come Galileo o il GPS sulla Terra, che garantisca il costante contatto degli astronauti e dei sistemi robotici tra di loro o con i centri di controllo, oltre che a fornire un preciso posizionamento sulla superficie lunare. In questo ambito Telespazio, alla guida di un consorzio internazionale, è stata selezionata dall’Esa per lo studio di un’infrastruttura per le comunicazioni e navigazione lunare. Il progetto rientra nell’iniziativa Lunar Communications and Navigation Services (LCNS) del programma Moonlight e, tra i requisiti, analizzerà la possibilità di rendere il sistema interoperabile con Lunanet, l’infrastruttura che la Nasa sta sviluppando per supportare il programma Artemis.

L’ACCORDO ITALIA-NASA PER LA LUNA
Quindi Leonardo e l’industria spaziale italiana svolgono un “ruolo importante” e “penso che questo sia stato ampiamente riconosciuto negli anni anche nell’ultima missione” ha osservato Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, in occasione dell’evento organizzato dall’Agenzia di ritrasmissione del lancio della missione Artemis II. Il riferimento è al recente accordo firmato a Washington dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con delega politiche spaziali, e dall’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman riguardo i futuri insediamenti lunari costruiti in Italia e la partecipazione di un astronauta italiano a una delle prossime missioni Artemis. A quattro anni dall’accordo bilaterale Asi-Nasa sui moduli abitativi per superficie lunare, con quest’ultima intesa la tecnologia italiana per le future basi sulla Luna diventa parte del programma Artemis.

“Saremo pronti anche noi italiani ad andare sulla Luna, oggi ci andiamo con tecnologia e sviluppi che abbiamo pensato e progettato e domani ci andremo con astronauti” ha dichiarato Mario Cosmo, Direttore Scienza e Innovazione dell’Asi.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ASI
“Per l’Italia, e per l’Agenzia Spaziale Italiana, questo traguardo ha un significato particolare” ha commentato il presidente dell’Asi Teodoro Valente ricordando che “Il nostro Paese è stato tra i primi firmatari degli Artemis Accords con la Nasa, contribuendo fin dall’inizio a promuovere una cooperazione internazionale basata su trasparenza, sostenibilità e uso pacifico dello spazio.Nel complesso di questo grande programma globale l’Italia ha un ruolo di grande rilievo: contribuiamo allo sviluppo delle infrastrutture chiave delle missioni Artemis, dai moduli abitativi a quelli di servizio, alle comunicazioni Terra/Luna fino al progetto MPH Multi-Purpose Habitat, la futura casa dell’Asi che ospiterà agli astronauti sul nostro satellite naturale.”

Dunque “Artemis II non è solamente una missione di test – ha concluso il presidente dell’Agenzia spaziale italiana – ma il primo passo concreto di un programma che punta a costruire una presenza umana stabile anche sulla superficie della Luna, preparando allo stesso tempo le tecnologie necessarie per le future missioni verso Marte. Il successo di questo lancio dimostra ancora una volta quanto la cooperazione internazionale sia fondamentale per affrontare le grandi sfide dell’esplorazione spaziale. L’Italia, attraverso l’Asi e la sua filiera scientifica e industriale, continuerà a contribuire con competenze e innovazione a questa nuova era dell’esplorazione umana dello spazio”.

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